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“L’amministrazione Mosaddeq, che era riuscita a liberare il petrolio e la ricchezza nazionale del Paese dagli artigli degli inglesi con l’aiuto di persone come l’Ayatollah Kashani, fece un errore storico: quello di affidarsi agli Stati Uniti. Mosaddeq pensò di avere un sostenitore nel campo internazionale contro l’inimicizia degli inglesi, ovvero gli Stati Uniti. Si affidò agli americani e ripose in essi le sue speranze. Gli americani usarono questo ottimismo e ingenuità e orchestrarono il colpo di Stato” (martire Imam Khamenei, 3 novembre 2015)
Leggete il titolo di questo pezzo del Domani. Sull'#Ucraina, si dice, nel PD non c'è partita: la #Schlein non può fare marcia indietro, l'aiuto militare a Kiev non può essere messo in discussione, perché c'è di mezzo #Mattarella. Insomma, ammesso (e non concesso!) che la #Schlein volesse cambiare strategia sull'Ucraina, avvicinandosi alle posizioni di #Conte e del M5S, ciò non sarebbe possibile, dal momento che si creerebbe uno strappo col #Quirinale. Detto ancora in altri termini: la minoranza del PD, i cosiddetti riformisti (non si è capito quali riforme propongano e in che modo le stesse siano nell'interesse del Paese), vincono comunque perché il tavolo è truccato: chi dà le carte, il croupier, è amico loro. Fine del discorso.
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