- >>>ANSA/ Trump posta la mappa di Hormuz, 'nuovo territorio Usa'. Teheran, 'si illude'
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| mar 18 ago, 20:28 (11 ore fa) | |||
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Trump posta la mappa di Hormuz, 'nuovo territorio Usa'. Teheran, 'si
illude' Alta tensione nel Golfo. Missili verso gli Emirati, Houthi
attaccano raffineria saudita (di Benedetta Guerrera) (ANSA) -
WASHINGTON, 18 AGO - In Iran è lo stallo totale dopo sei mesi di guerra e
con la tregua di 60 giorni ormai scaduta. Donald Trump continua a
rivendicare che lo stretto di Hormuz è aperto e sotto controllo degli
Stati Uniti: anzi, lo definisce "un nuovo territorio Usa", con tanto di
mappa a corredo. Teheran gli replica che la strategica striscia di mare è
e resterà chiusa fino a quando Washington non revocherà il blocco
navale e le sanzioni, definendo quelle del presidente americano
"illusioni". Trump ha quindi smentito il suo stesso inviato in Medio
Oriente, Jared Kushner, negando che ci siano colloqui in corso con gli
iraniani. Nel frattempo, secondo quanto riferito da fonti informate al
Washington Post, il Pentagono sta valutando di ridurre la propria
presenza militare in Medio Oriente una volta finito il conflitto contro
l'Iran. Uno degli aspetti chiave al vaglio del dipartimento della Difesa
è l'eventuale ritiro delle truppe dal Golfo Persico, dove le grandi
basi militari americane sono state ripetutamente colpite da attacchi
iraniani nel corso degli ultimi mesi. In un'intervista a Fox News da
Gerusalemme Kushner aveva sostenuto che le interlocuzioni tra il governo
americano e tutte le componenti del governo iraniano sono più intense
che mai. "Si sono svolti molti dialoghi proficui, il che ritengo sia
estremamente utile. Non c'è molta fiducia tra Stati Uniti e Iran", ha
aggiunto il genero del presidente precisando che "Trump farà un accordo
quando le condizioni saranno mature". Poche ore dopo, su Truth, the
Donald ha dichiarato il contrario. "Non sono in corso, né sono previsti,
colloqui o conversazioni con la Repubblica Islamica dell'Iran. Il
blocco navale rimane pienamente in vigore. Lo Stretto di Hormuz è aperto
e operativo", ha scritto aggiungendo che "tutte le mine navali sono
state rimosse o fatte brillare". Il tycoon ha anche ripetuto l'idea
lanciata qualche giorno fa di dichiarare Hormuz territorio americano con
tanto di mappa e scritta: 'New Us Territory'. Immediata la replica di
Teheran che ha bollato come "un'illusione" la definizione coniata
dall'inquilino della Casa Bianca. "Così come Trump ha scritto
correttamente il nome dell'eterno Golfo Persico, la sua illusione sullo
stretto di Hormuz verrà presto corretta. Oppure correggeremo noi le
illusioni di quest'uomo illuso", ha scritto il viceministro degli Esteri
iraniano Kazem Gharibabadi su X. L'Iran ha anche negato che lo stretto
sia aperto, avvertendo che prima devono essere rispettati i termini
dell'accordo provvisorio: la revoca del blocco marittimo e delle
sanzioni petrolifere, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la fine
delle minacce e delle operazioni militari su tutti i fronti. Il
principale negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che è anche
il presidente del parlamento iraniano, ha inoltre avvertito che le
dispute interne indeboliscono il Paese e incoraggiano gli avversari
stranieri che stanno cercando di fomentare disordini, combinandoli con
operazioni militari, assassinii e attività separatiste. In questa fase
di paralisi è intervenuto anche il segretario generale dell'Onu Antonio
Guterres. "Il suo messaggio lo stesso che ha trasmesso fin dall'inizio:
non esiste una soluzione militare a questo conflitto. Ed esorta Iran e
Stati Uniti a riprendere i negoziati per una soluzione pacifica e
duratura il prima possibile", ha dichiarato un portavoce. Intanto la
tensione resta altissima in tutta l'area del Golfo. Sull'altro fronte
della guerra i ribelli Houthi, sostenuti dai pasdaran, hanno affermato
di aver lanciato un attacco con droni contro una raffineria petrolifera
nel sud dell'Arabia Saudita. Gli Houthi "hanno preso di mira la
raffineria Aramco", colosso petrolifero saudita a Jazan, sulla costa del
Mar Rosso, "con diversi droni", ha detto l'agenzia di stampa della
milizia sciita Saba, citando una fonte militare, dicendo che si trattava
di una risposta alle "violazioni dello spazio aereo" nello Yemen. Gli
Emirati Arabi invece hanno accusato l'Iran di aver lanciato due missili
contro il loro territorio nessuno dei quali, comunque, ha colpito la
terraferma. Si tratterebbe del primo attacco al Paese dopo il memorandum
tra Teheran e Washington. (ANSA).

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