Dichiarazione di Abu Mujahid al-Assaf, responsabile della sicurezza di Kataeb Hezbollah dell’Iraq
Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Compassionevole.
Primo: Le condizioni della Resistenza Islamica per un riavvicinamento con qualsiasi governo (iracheno) al fine di organizzare una collaborazione in merito alle armi, emblema della dignità, sono le seguenti:
- Il ritiro completo e reale delle forze nemiche americane dal territorio, dal cielo e dalle acque irachene, garantendo che non vi ritornino, oltre alla liberazione del potere decisionale politico ed economico dal dominio americano.
- L'espulsione delle forze turche che occupano il nord dell'Iraq.
- Lo scioglimento delle forze Peshmerga, considerate la milizia più armata e pericolosa per l'unità dell'Iraq, oltre ai loro sospetti legami con il nemico sionista-americano.
Secondo: abbiamo sopportato con pazienza per oltre cento giorni le vuote prese di posizione del Primo Ministro designato, il giovane Ali Al-Zaidi, nella speranza che comprendesse le dinamiche che governano la realtà interna, regionale e internazionale e che ascoltasse i consigli dei politici più esperti. Tuttavia, non abbiamo assistito ad alcun progresso nella sua comprensione delle complesse circostanze che interessano l'Iraq e la regione. Anzi, la situazione è peggiorata a causa della sua insistenza nell'ascoltare coloro che nutrono ostilità verso gli sciiti del Comandante dei Credenti (l’Imam Alì, N.d.T.) e nell’ascoltare l’inviato speciale americano per l’Iraq e la Siria (il ladro) Tom Barak.
Terzo: la nostra pazienza sta iniziando a esaurirsi di fronte alle azioni provocatorie e irresponsabili del giovane Al-Zaidi, come l'irruzione nelle case e il terrore inflitto alle famiglie dei martiri, dei feriti, dei mujahidin e degli anziani, con la diretta supervisione del nemico americano. Come recita il proverbio: "Il figlio della sorella pugnala sette volte lo zio", e le sue pugnalate sono finite nei nostri petti, che sono ora segnati dalle cicatrici delle ferite inflitte dai nemici dell'Iraq. Abbiamo iniziato ad agire secondo il principio: "Occhio per occhio, e chi inizia è il più ingiusto". Sottolineiamo che terrorizzare le famiglie di coloro che si sono sacrificati e dei difensori della patria ha un effetto profondo e duraturo, e ricordiamo ad Al-Zaidi: tu ti dedicavi al commercio, godevi di sicurezza e lusso e riempivi le tue casseforti di miliardi, mentre il nostro sangue scorreva per preservare la sovranità, lo Stato e i luoghi sacri del Paese. Non dimenticare te stesso: ti trovi di fronte a uomini che non temono il giudizio di nessuno per amore di Dio.
Quarto: Ci aspettiamo che i fratelli maggiori e i loro saggi leader agiscano per correggere la disonestà causata dal Primo Ministro designato, affinché non rimangano scuse per nessuno, garantendo stabilità, preservando la dignità e impedendo di essere coinvolti in ciò che piace ai nemici.
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