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R. STAMPA / UCRAINA, CAPITINI: COLPIRE MOSCA CON DRONI AUTOGOL PER KIEV

 



R. STAMPA / UCRAINA, CAPITINI: COLPIRE MOSCA CON DRONI AUTOGOL PER KIEV

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Max Ghibli

10:03 (3 ore fa)
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9CO1830488 4 POL ITA R01 R. STAMPA / UCRAINA, CAPITINI: COLPIRE MOSCA CON DRONI AUTOGOL PER KIEV (9Colonne) Roma, 17 ago - "Ritengo che si arriverà a una 'pace brutta' con rinunce da parte di Kiev. Attualmente la Russia non ha interesse a cessare i combattimenti, perché dall'altra parte non viene concesso nulla. Conosciamo da tempo le condizioni russe per la fine della guerra: la neutralità dell'Ucraina, che non dovrà mai far parte della Nato né ospitare basi straniere, la limitazione delle dimensioni del suo esercito e la rinuncia a territori come Donbass e Crimea". Lo afferma, in un'intervista a La Verità, il generale dei bersaglieri Paolo Capitini, docente alla Scuola sottufficiali dell'Esercito di Viterbo. "L'Ucraina vive una crisi su più livelli. C'è una crisi statale, come si vede dai frequenti rimpasti governativi. Poi c'è una crisi del personale militare, dato che le forze armate ucraine lamentano crescenti problemi di reclutamento, renitenza e diserzione. E c'è la nota crisi degli approvvigionamenti, perché in Occidente non è rimasto quasi più nulla, in armi e munizioni, da dare a Kiev". Inoltre sostiene che "gli ucraini, nella loro ultima campagna strategica con droni a lungo raggio, che dura da 50 giorni, hanno preso di mira anzitutto strutture petrolifere, allo scopo di ostacolare il rifornimento di carburanti per le forze armate russe, oltre a colpire le petroliere russe nel Mar Nero e le industrie di armi. Per farlo con la necessaria precisione s'affidano sicuramente all'intelligence americana. Hanno però anche preso ad attaccare magazzini commerciali, come la catena Wildberries, per far pagare alla popolazione civile russa il prezzo del conflitto in termini di danni e disagi. Questi attacchi sono però controproducenti perché i cittadini russi reagiscono chiedendo al presidente Vladimir Putin di chiudere il conflitto con una vittoria schiacciante, infliggendo all'Ucraina colpi ancor più duri. Ed è quello che sta accadendo". Infine, analizzando le ripercussioni della crisi geopolitica nel Golfo Persico e la posizione degli Stati Uniti, spiega: "La confusione della narrativa del presidente americano Donald Trump deriva dal fatto che a Washington non sono state fatte valutazioni, o se sono state fatte non sono state ascoltate, circa la reale forza dell'Iran. Si pensava che il regime degli ayatollah si sarebbe arreso dopo pochi giorni. Ma gli Stati Uniti si sono trovati a condurre una guerra di Israele. Fanno da attori di decisioni israeliane. Le navi americane, in particolare la portaerei Lincoln, si tengono a 800-900 miglia nautiche, cioè 1.500-1.600 km, di distanza dalle coste iraniane, temendo i missili antinave". (redm) 170908 AGO 26  

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