- >>>ANSA/ Scade la tregua. L'Iran mette una 'taglia' sui soldati americani
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| dom 16 ago, 23:04 (9 ore fa) | |||
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Scade la tregua. L'Iran mette una 'taglia' sui soldati americani
'30mila dollari a chi ne uccide o cattura uno'. Trump: 'Dichiarerò
Hormuz territorio Usa' (di Antonio Fatiguso) (ANSA) - WASHINGTON, 16 AGO
- Usa e Iran rilanciano il braccio di ferro sul controllo di Hormuz,
mentre scade la tregua di 60 giorni firmata a giugno col memorandum di
Islamabad. Il presidente Donald Trump ha annunciato venerdì, a sorpresa,
che avrebbe designato lo stretto territorio degli Stati Uniti "molto
presto", con Teheran sconfitta. Mentre lo status dello snodo strategico
da dove transita un quinto del petrolio e del gas mondiale resta in una
situazione di totale stallo militare e diplomatico. L'Iran ha replicato,
a stretto giro, definendo le minacce e gli annunci del presidente
statunitense "fuori luogo" e "un'assurdità". Kazem Gharibabadi,
viceministro degli Esteri, ha ironizzato: "Lo Stretto di Hormuz non può
essere conquistato con un tweet, né con una portaerei, né con un ordine,
né con un discorso elettorale: è stato, è e rimarrà iraniano". Lo
stretto "sarà chiuso e riaperto solo su comando dell'Iran, e finché non
accetterete la realtà della sconfitta l'Iran continuerà a imporre il
blocco", ha aggiunto. Intanto il comandante dell'esercito di Teheran,
Amir Hatami, ha annunciato di aver messo una taglia sui soldati
americani definiti "aggressori", fissando una ricompensa di 30.000
dollari da versare a chiunque ne catturerà o ne ucciderà uno. Una mossa
che allontana ancora di più la possibilità della ripresa di un dialogo.
Le posizioni in campo del resto vedono Teheran bloccare il passaggio di
Hormuz per usarlo come strumento di distruzione dell'economia globale e
per fare pressione sugli Usa, mentre Washington mantiene un blocco
navale militare contro i porti iraniani allo scopo di strangolare
l'economia del Paese. Il Parlamento iraniano, inoltre, si appresta a
votare un disegno di legge che contiene misure per "garantire una
sicurezza duratura e lo sviluppo dello Stretto di Hormuz e del Golfo
Persico", oltre a un altro provvedimento sul "contrasto alle ingerenze
straniere". Quest'ultimo, in particolare, prevede il divieto di transito
"a qualsiasi imbarcazione che trasporti equipaggiamenti e carichi di
proprietà degli Usa, di Israele e dei Paesi ostili all'Iran". In
settimana, invece, il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, annuncerà
una serie di misure economiche "mai viste prima" contro l'Iran,
sufficienti - ha spiegato - a isolare il Paese dal resto del mondo. In
questo scenario, lunedì 17 giugno è la darta in cui la fragile tregua di
60 giorni decisa a Islamabad scade. Un accordo dell'ultimo minuto per
prorogarla, sembra improbabile, anche i mediatori ci sperano e ci stanno
ancora lavorando. Senza una proroga lo stallo attuale è destinato a
lasciare il posto a una fase di totale incertezza. I negoziati sono
complicati anche dalle fratture interne allo Stato iraniano, come
dimostra il tentativo dell'amministrazione Trump di un contatto
stabilito a metà maggio direttamente con il comandante della Guardia
Rivoluzionaria iraniana, Ahmad Vahidi, attraverso il presidente del
Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani. Un alto funzionario della Casa
Bianca, citato dai media americani, ha descritto la situazione tra i due
Paesi come statica. "Non conta quanto siamo vicini o lontani
all'obiettivo - ha affermato - Ciò che conta è se l'Iran voglia sedersi
al tavolo e raggiungere un accordo. Al momento, non lo ha fatto". Mentre
la guerra resta fortemente impopolare negli Stati Uniti, dove il
presidente e i repubblicani stanno lottando per difendere il controllo
del Congresso in vista delle elezioni di midterm di novembre. Diverse
testate Usa hanno riferito che Washington è a corto di munizioni,
compresi i cruciali intercettori antimissile Patriot. I prezzi della
benzina sono oltre i 4 dollari al gallone: una questione di grande
rilievo per gli americani. (ANSA).

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