RICERCA: SCOPERTO NEL CERVELLO 'FRENO' CHE DISATTIVA DOLORE CRONICO, STUDIO =
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7 CRO 0 ADN CRO NAZ RICERCA: SCOPERTO NEL CERVELLO 'FRENO' CHE
DISATTIVA DOLORE CRONICO, STUDIO = Identificato nei topi apre nuove
prospettive per lo sviluppo di trattamenti mirati Milano, 17 ago.
(Adnkronos Salute) - (EMBARGO ALLE 17) - Nelle profondità del cervello,
in una regione strategica che si trova alla base, nel tronco encefalico,
c'è un minuscolo gruppo di cellule nervose che funge da antidolorifico
naturale del corpo, attenuando i segnali che risalgono lungo il midollo
spinale. Ma un danno ai nervi può trasformare questo sistema in un
motore iperattivo causa di dolore cronico. Un team di ricercatori della
Washington University School of Medicine a St. Louis ha ora capito
perché questo interruttore si attiva e come disattivarlo. La chiave sono
alcuni recettori - identificati in uno studio condotto sui topi -
presenti sulla superficie delle cellule in quello che è il principale
centro di allerta e stress del cervello. Questi recettori sono preziosi
perché agiscono come freni biologici del dolore. Già noti perché in
grado di influenzare lo stress in questa regione cerebrale, gli esperti
hanno scoperto che possono anche disattivare il meccanismo del dolore
per alleviare la sofferenza neuropatica cronica che può innescarsi in
seguito a una lesione nervosa. Lo studio è pubblicato sulla rivista
'Current Biology', e apre nuove prospettive per lo sviluppo di terapie
mirate specificamente a questa regione del cervello - il locus
coeruleus, chiamato anche 'punto blu' per via della colorazione azzurra -
per ridurre il dolore cronico. "Comprendere come i recettori
localizzati nel locus coeruleus agiscano da 'guardiani' potrebbe portare
a terapie del dolore più mirate ed efficaci, con minori rischi", spiega
l'autore senior Jordan McCall, professore associato del Center for
Clinical Pharmacology, struttura del Dipartimento di anestesiologia
della WashU Medicine. "Milioni di adulti convivono con il dolore
neuropatico cronico causato da danni ai nervi", ricorda. "Il dolore è
difficile da trattare e i farmaci oppioidi tradizionali si legano ai
recettori in tutto il corpo e nel cervello, spesso causando effetti
collaterali, tolleranza e rischio di dipendenza". Il dolore neuropatico
si manifesta quando le fibre nervose danneggiate inviano segnali
continui ed errati al cervello, causando sensazioni di fitte lancinanti o
bruciore. Questa condizione è spesso causata da patologie come diabete,
infezioni virali o da compressione nervosa, tra gli altri fattori. Per
capire come bloccare questi segnali, il team di McCall - che include i
co-primi autori Chao-Cheng Kuo (ricercatore post-dottorato), e Makenzie
R. Norris (ex studentessa laureata) - si è concentrato dunque sul locus
coeruleus, una parte del cervello che ha già dimostrato di svolgere un
ruolo nella regolazione del dolore. Innanzitutto gli autori hanno
confermato che la lesione nervosa trasforma questa regione in un fattore
determinante del dolore. Quando, infatti, nell'ambito dello studio sono
state disattivate temporaneamente le cellule cerebrali del locus
coeruleus nei topi, gli scienziati hanno osservato una ridotta
sensibilità al tatto e al calore negli animali modello che riproducevano
il dolore neuropatico rispetto ai topi sani. (segue) (Lus/Adnkronos
Salute) ISSN 2465 - 1222 17-AGO-26 14:39
RICERCA: SCOPERTO NEL CERVELLO 'FRENO' CHE DISATTIVA DOLORE CRONICO, STUDIO (2) =
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AKS0020
7 MED 0 AKS RICERCA: SCOPERTO NEL CERVELLO 'FRENO' CHE DISATTIVA DOLORE
CRONICO, STUDIO (2) = (Adnkronos Salute) - Dopo questo, gli esperti
hanno rivolto la loro attenzione ai recettori presenti sulle cellule
cerebrali del locus coeruleus che rispondono agli oppioidi, e in
particolare a un tipo di recettore oppioide noto come 'mu'. I recettori
mu oppioidi sono diffusi in tutto il cervello e nel midollo spinale.
Quando gli oppioidi prodotti naturalmente dall'organismo o quelli
sintetici come la morfina e il fentanyl si legano a questi recettori, il
dolore in tutto il sistema nervoso diminuisce. E poiché il locus
coeruleus è ricco di questi recettori, i ricercatori si sono chiesti se
svolgessero un ruolo importante nella regolazione del dolore. Per
scoprirlo sono stati dunque eliminati, nei topi affetti da dolore
neuropatico, i recettori μ-oppioidi solo dalle cellule cerebrali del
locus coeruleus. In assenza di questi recettori, i topi risultavano
ancora più sensibili al tatto e al calore rispetto ai topi in cui i
recettori μ-oppioidi erano ancora presenti nel locus coeruleus. Il
ripristino in quegli stessi neuroni ha invertito l'ipersensibilità,
eliminando di fatto il dolore. Il risultato, spiegano gli esperti,
indica che il dolore cronico potrebbe compromettere la capacità dei
recettori mu oppioidi di sopprimere l'attività delle cellule cerebrali
nel locus coeruleus. Partendo da queste scoperte, si sta ora studiando
come manipolare il locus coeruleus senza influenzare i recettori nel
resto del sistema nervoso. Progettando terapie che agiscano in maniera
specifica sui recettori mu oppioidi in questa regione cerebrale, i
ricercatori sperano di aprire la strada a trattamenti in grado di
offrire un efficace sollievo dal dolore neuropatico cronico. Il lavoro
ha ricevuto finanziamenti da diversi enti: i National Institutes of
Health, la National Science Foundation, il McDonnell Center for Systems
Neuroscience, il premio Costar (Collaboration Support initiative for
Translational Anesthesiology Research) del Dipartimento di
Anestesiologia della Washington University School of Medicine; e la Rita
Allen Foundation, con un ulteriore supporto da parte dell'Open
Philanthropy Project. (Lus/Adnkronos Salute) ISSN 2499 - 3492 17-AGO-26
14:40

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