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Riuscito trapianto di cornea ad altissimo rischio grazie a task force di 6 specialità Al Bambino Gesù procedura salvavista per un ventenne, necessarie 18 ore di prepararazione

 





Riuscito trapianto di cornea ad altissimo rischio grazie a task force di 6 specialità

Al Bambino Gesù procedura salvavista per un ventenne, necessarie 18 ore di prepararazione

   (ANSA) - ROMA, 04 AGO - Perdere la vista oppure sostenere un

intervento chirurgico ad altissimo rischio anestesiologico. È la

difficile situazione affrontata da un ragazzo di 20 anni affetto

da acidemia propionica, una rara malattia metabolica, e da una

grave cardiomiopatia dilatativa e già sottoposto a un trapianto

di fegato. Per salvargli l'occhio, lo scorso 13 luglio, nella

sede di Palidoro, un'équipe multidisciplinare dell'Ospedale

Pediatrico Bambino Gesù di Roma, composta da professionisti di

sei specialità (anestesisti, oculisti, cardiologi,

cardiochirurghi, epatologi ed esperti di malattie metaboliche),

ha eseguito con successo un trapianto di cornea al termine di

una complessa preparazione alla procedura.

L'intervento si è reso necessario per trattare un'ulcera

perforata della cornea ed è stato necessario un lavoro

preparatorio di circa 18 ore per rimodulare il protocollo

anestesiologico alla luce dei rischi apportati dalle patologie

da cui è affetto il ragazzo.

Parallelamente è stato predisposto un monitoraggio cardiologico

continuo. "Abbiamo preparato il paziente dalla sera precedente

modificando anche il protocollo abituale per ridurre al minimo

il digiuno e contemplando tutti gli scenari possibili, con il

coinvolgimento della terapia intensiva cardiochirurgica nel caso

fosse stato necessario un supporto immediato", ha spiegato

Daniela Perrotta, responsabile di Rianimazione e Comparto

Operatorio della sede di Palidoro.

Il trapianto di cornea, eseguito da Luca Buzzonetti,

responsabile di oculistica del Bambino Gesù, è durato circa 1

ora e 45 minuti. In sala operatoria hanno lavorato 14

professionisti tra medici, infermieri e personale dedicato, con

la presenza costante dei cardiologi esperti nello scompenso

cardiaco. Anche dal punto di vista chirurgico il caso presentava

criticità significative. La cornea non solo era perforata, ma

aderiva per un'ampia porzione all'iride - che è stato necessario

liberare - con un conseguente maggior rischio di emorragie

durante l'intervento. A complicare ulteriormente l'operazione,

la presenza di uno spesso strato di fibrina, una sorta di 'panno

opaco' prodotto dall'infiammazione, che ricopriva in parte

l'iride e occludeva la pupilla: anche questo è stato rimosso per

consentire un recupero della funzione visiva. "La rapidità era

un elemento decisivo, quindi era necessario contenere al massimo

i tempi chirurgici, cosa non semplice in un caso così

complesso", ha affermato Buzzonetti. L'intervento di trapianto

si è concluso con successo. Il decorso post-operatorio è

proseguito regolarmente e ora il ragazzo è stato dimesso

dall'ospedale e le sue condizioni di salute sono buone. (ANSA).

04/08/2026 12:49

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