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Tar 2026 - La recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) xxxx, emessa nel 2026, rappresenta un importante precedente in materia di procedure di avanzamento e promozione nelle forze di polizia, in questo caso specifico la Guardia di Finanza. La decisione si inserisce nel quadro delle norme di diritto amministrativo e di diritto militare, in particolare riguardo ai principi di imparzialità, trasparenza e correttezza delle valutazioni comparative per le promozioni.
Tar 2026 - Nel caso in esame, un soggetto aveva subito la revoca del porto d'armi in conseguenza di comportamenti violenti e insulti rivolti alla propria moglie, configurando un rischio di abuso e di pericolosità. La normativa di riferimento prevede che il rilascio o il mantenimento del porto d’armi possa essere revocato o sospeso quando sussistano motivi di sicurezza pubblica, tra cui il rischio di abuso o di comportamenti violenti.
Consiglio di Stato 2026 - Il presente caso riguarda un appello presentato da ex Comandanti generali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, che contestano il recupero di somme pagate a titolo di ferie non godute, richiesto dall’Amministrazione. La vicenda si inserisce nel contesto delle relazioni tra diritti dei pubblici ufficiali e la discrezionalità amministrativa in materia di gestione delle ferie e delle esigenze di servizio.
Tar 2026 - Il presente atto mira ad ottenere l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di trasferimento d’autorità adottato dal Comando Generale della Guardia di Finanza – I Reparto – Ufficio Personale Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri, firmato dal Comandante in Seconda e notificato al ricorrente in data 23 settembre 2025 (prot. n. OMISSIS/2025 del 19 settembre 2025). Il provvedimento trasferisce il ricorrente dal Comando Regionale Lazio al Comando Regionale OMISSIS – Stazione Navale OMISSIS.
Cassazione 2026 – La sentenza della Corte di Cassazione n. xxxx del 2026 affronta il tema della legittimità del licenziamento del lavoratore sulla base di condotte extralavorative, in particolare di accuse di usura ed estorsione, anche in assenza di una formale relazione scritta relativa al procedimento disciplinare, purché il datore di lavoro abbia comunque garantito al lavoratore il diritto di difesa.
Cassazione 2026 – La questione affrontata dalla sentenza della Corte di Cassazione n. xxxx del 2026 riguarda la liceità dell’installazione di videocamere di sorveglianza nelle parti comuni di un edificio condominiale, in relazione alla tutela della privacy e all’eventuale invasione della sfera privata dei condomini e degli utenti. In particolare, si analizza la legittimità dell’installazione di un dispositivo di videosorveglianza volto esclusivamente all’ingresso di una singola unità immobiliare e rivolto solo verso l’ingresso stesso, limitando al massimo l’invasività.
Tar 2026 – la sentenza evidenzia un ricorso contro una decisione amministrativa che ha escluso il ricorrente dalla partecipazione a un corso di formazione per Vice Ispettore della Polizia di Stato, nonostante la sua partecipazione a un precedente percorso formativo come conduttore cinofilo antidroga. La decisione impugnata viene contestata per violazione dei principi di proporzionalità, buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa.
Tar 2026 - Il caso riguarda un dirigente di polizia trasferito da un commissariato all’altro, il quale sostiene che tale trasferimento abbia inciso negativamente sulla propria carriera. In particolare, il Tribunale Regionale ha condannato il Ministero dell’Interno (Viminale) al pagamento di un risarcimento, ritenendo che la decisione di trasferimento fosse stata basata su osservazioni negative e valutazioni sfavorevoli riportate sulla scheda di valutazione del funzionario, da parte del Questore, e che tali valutazioni abbiano determinato un danno sia patrimoniale che morale.
Tar 2026 - Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha recentemente emesso una pronuncia favorevole in favore di un sovrintendente della Polizia di Stato, assolto dall’accusa di falso in atto pubblico. La vicenda giudiziaria riguardava presunte discrepanze temporali annotate nei fogli di servizio, relativi a un turno di pattuglia notturna, che il pubblico ufficiale avrebbe compilato in modo scorretto.
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