Ben Jelloun, 'Meloni e gli altri Paesi vogliono punire la Spagna' Lo scrittore: 'Non capisco perché Rabat abbia permesso a migliaia di andare a Ceuta' (ANSA) - ROMA, 09 AGO - Tahar Ben Jelloun, 81 anni, il più celebre scrittore marocchino, ha criticato il "modo isterico" con cui Giorgia Meloni e i leader di altri Paesi come Finlandia e Danimarca hanno cercato di punire la Spagna in merito alla crisi dei migranti a Ceuta. "L'Europa ha bisogno di coprire molti posti di lavoro vacanti. Anche l'Italia ha regolarizzato i migranti in modo discreto. Ma quando la Spagna ha fatto lo stesso, si è parlato di un fattore di attrazione. C'è molta ipocrisia", sostiene in una conversazione telefonica con El Pais da Tangeri dove trascorre tutte le estati pur vivendo in Francia dal 1987. "Ceuta e Melilla non sono territori Schengen con libera circolazione illimitata, e non si può viaggiare direttamente in Europa da Ceuta senza visto", sottolinea. "Non c'è stata alcuna minaccia contro l'Europa e nessuna possibilità di invasione. Si è trattato di una resa dei conti ingiusta e ingannevole con la Spagna, intesa a punire Pedro Sanchez per aver disobbedito a Trump e Netanyahu sulla questione di Gaza e per aver avuto il coraggio di sostenere il popolo palestinese", sostiene. Secondo lo scrittore, il Mediterraneo non è più il mare bianco, come viene chiamato in arabo, ma un mare macchiato del sangue di immigrati clandestini. Ciò che lo ha colpito di più è "la coincidenza della Festa del Trono con l'esodo migratorio di decine di migliaia di giovani incitati dai social a marciare verso Ceuta". Ma ciò che lo ha scioccato maggiormente è che la polizia marocchina non li abbia fermati: "Per strada, ho visto agenti che li lasciavano andare verso Ceuta", racconta. "Non capisco perché non li abbiano bloccati a Tetouan. Abbiamo la forza di polizia più potente del Maghreb. Sarebbe bastato rimandarli a casa e dire loro che non avevano niente a che fare con Ceuta. È mancata la lungimiranza politica". (ANSA).
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